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nydus/The Notebooks of Leonardo da VinciPublic
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PROLEGOMENA AND GENERAL INTRODUCTION TO THE BOOK ON PAINTING

the distance of a braccio, and the power of sight is not disturbed by the blowing of the winds nor by any other accident.

[Footnote: The view here refuted by Leonardo was maintained among others by Bramantino, Leonardo's Milanese contemporary. LOMAZZO writes as follows in his Trattato dell' Arte della pittura &c. (Milano 1584. Libr. V cp. XXI): Sovviemmi di aver già letto in certi scritti alcune cose di Bramantino milanese, celebratissimo pittore, attenente alla prospettiva, le quali ho voluto riferire, e quasi intessere in questo luogo, affinchè sappiamo qual fosse l'opinione di cosi chiaro e famoso pittore intorno alla prospettiva . . Scrive Bramantino che la prospettiva è una cosa che contrafà il naturale, e che ciò si fa in tre modi

Circa il primo modo che si fa con ragione, per essere la cosa in poche parole conclusa da Bramantino in maniera che giudico non potersi dir meglio, contenendovi si tutta Parte del principio al fine, io riferirò per appunto le proprie parole sue (cp. XXII, Prima prospettiva di Bramantino). La prima prospettiva fa le cose di punto, e l'altra non mai, e la terza più appresso. Adunque la prima si dimanda prospettiva, cioè ragione, la quale fa l'effetto dell' occhio, facendo crescere e calare secondo gli effetti degli occhi. Questo crescere e calare non procede della cosa propria, che in se per esser lontana, ovvero vicina, per quello effetto non può crescere e sminuire, ma procede dagli effetti degli occhi, i quali sono piccioli, e perciò volendo vedere tanto gran cosa_, bisogna che mandino fuora la virtù visiva, la quale si dilata in tanta larghezza, che piglia tutto quello che vuoi vedere, ed arrivando a quella cosa la vede dove è: *e da lei

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